Trello: cos’è e come funziona il tool per il project management

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Trello

Si sente dire spesso che gli ambienti digitali hanno reso anche il lavoro più snello, veloce, collaborativo, delocalizzato. Se lo hanno fatto, però, è soprattutto grazie a tool come Trello, particolarmente apprezzati da chi lavora in team e in tutte le occasioni in cui il crowdsourcing è indispensabile per la buona riuscita di un progetto. Come si legge nella descrizione ufficiale della piattaforma, oggi anche disponibile in forma di app sui principali market store, infatti, Trello è proprio uno strumento per il project management. E se numerose aziende e numerosi team lo hanno introdotto nella loro routine lavorativa, una ragione deve pur esserci.

Forse più di una. Prima di approfondire però i vantaggi di questo tool vale la pena raccontarne (brevemente) la storia. Il suo lancio risale a inizio decennio, nell’occasione fortunata di un evento di TechCrunch e il suo potenziale venne da subito apprezzato, tanto che nel 2011 Wired lo incluse – o, meglio, incluse la casa madre da cui era stato creato – in una lista di sette startup più «cool» del momento. Da allora sono passati sei anni e Trello, che nel frattempo è stato comprato per un prezzo di mercato di 425milioni di dollari, sembra avere all’attivo secondo dei dati ufficiali più di 1.1 milioni di utenti giornalieri, per un totale di 14 milioni di iscritti.

Tutti i vantaggi, per chi lavora in team, di Trello

Cosa convince? La sua flessibilità, innanzitutto. Come si diceva, infatti, si tratta di un tool per il project management ma non importa né il campo d’applicazione, né il tipo di progetto in questione, tanto che Trello è stato utilizzato fin qua per lo sviluppo di software, quanto per creare bollettini scolastici e planning di lezioni o per gestire casi all’interno di studi legali. La semplicità delle sue funzioni fa il resto. Uno strumento come questo, utilizzato per organizzare il lavoro, deve renderlo facile, intuitivo, accorciarne i tempi se possibile: una grafica intuitiva, un’attenzione quasi spasmodica all’usabilità e all’esperienza utente ne hanno fatto così l’alleato indispensabile per ogni team di lavoro. Insieme, s’intende, alla facilità con cui permette di condividere il progetto con gli altri utenti: Trello è usato abitualmente, infatti, in tutte le occasioni in cui bisogna lavorare in crowdsourcing, nonostante non si sia fisicamente vicini per esempio. Le sue funzioni permettono di assegnare compiti a ciascun utente, di controllare di volta in volta gli avanzamenti e i progressi e di iniziare conversazioni in tempo reale nel caso in cui serva risolvere punti critici. Il tutto, ovviamente, nel massimo dell’accessibilità: per usare Trello l’unica cosa di cui si ha bisogno è un dispositivo connesso a Internet, il tool funziona infatti su qualunque browser e come si accennava è disponibile ormai anche un’applicazione per mobile che permette davvero di accedere ai propri documenti e di lavorare al proprio progetto in qualsiasi luogo, in qualsiasi momento e in qualsiasi occasione. Perché rinunciare insomma a facilità, praticità, portabilità per il proprio lavoro quando basta un unico tool?